'New York Sucks' by S Teddy D(armawan)
'New York Sucks' by S Teddy D(armawan)
'New York Sucks' by S Teddy D(armawan)
'New York Sucks' by S Teddy D(armawan)
'New York Sucks' by S Teddy D(armawan)
'New York Sucks' by S Teddy D(armawan)

'New York Sucks' 2011

S Teddy D(armawan)

Acrilato
200 ⨯ 120 cm
ConditionVery good
€ 5.000

Willem Kerseboom Gallery

  • A proposito di opere d'arte
    S Teddy D , together with Istvan Kantor aka Monty Cantsin (Neoism)

    A graduate from the prestigious Indonesian Institute of Art, (ISI) in Yogyakarta in 2000, S Teddy D. (1970 - 2016), was born in Padang, West Sumatra, and was among some of the most talented artists who captured national and international attention during the rise of the Indonesian contemporary art market in 2008

    S. Teddy Darmawan, known as S. Teddy D. , studied painting at the Indonesia Institute of the Arts (Institut Seni Indonesia) in Yogyakarta and has been a fixture on the Yogyakarta arts scene ever since. S. Teddy D.’ s explosive energy finds expression in a range of media, from paintings, drawings, installations, sculptures to performance art. In his energetic, passionate and often humorously ironical work, S. Teddy also creates a kind of mythological world: a mythology of the everyday populated by images of his family, his friends, the family dog, his neighbourhood, military symbols (his father was an army officer), things that he sees on the street or images that accost him on TV, and, of course his own self-portrait, standing alone or inserted into different contexts. He even creates literal theatres for the dramas of the everyday: small stage-like constructions in which objects symbolizing isolated moments in his life are theatrically arranged.
    Like Bob Sick Yuditha and EddiE haRA, S. Teddy is drawn to counter-cultural emblems, and graffiti and tattooing are just as important methods of self-expression for him as are painting and sculpting.
  • A proposito di opere artista

    S. Teddy Darmawan, meglio conosciuto come S. Teddy D. (1970–2016), è stato una delle figure più sfuggenti ed espressive della scena artistica indonesiana della sua generazione. Nato a Padang, nella Sumatra occidentale, e formatosi presso il prestigioso Institut Seni Indonesia (ISI) di Yogyakarta, dove si è laureato in pittura nel 2000, Teddy ha sviluppato una forza artistica che ha infranto discipline e convenzioni.

    La sua opera era tanto impetuosa quanto la sua personalità: espressiva, giocosa, ironica e allo stesso tempo permeata da un profondo senso della realtà sociale e personale. Dipinti, disegni, installazioni, sculture e performance: S. Teddy D. non conosceva confini nella sua ricerca espressiva. La sua arte era una specie di diario visivo: un collage colorato della sua famiglia, degli amici, del quartiere, del cane, del simbolismo militare (nato dal fatto che suo padre era un soldato), frammenti mediatici e, sempre, del suo autoritratto. Ma non si trattava di documenti dell'ego in senso classico: erano riflessioni crude, spesso assurde, sull'essere umani in un mondo in rapido cambiamento.

    Ciò che davvero distingueva S. Teddy D. era la sua capacità di rendere sublime il banale. Costruì piccoli teatri nei quali disponeva oggetti di uso quotidiano (una scarpa, un pupazzo, uno schermo televisivo) in scene di poetica assurdità. Così facendo, non solo diede una carica teatrale alla propria vita, ma anche a quella dei suoi spettatori. Le sue opere erano mitologie anarchiche della vita quotidiana.

    Non esitava a colorare fuori dai contorni, sia in senso letterale che figurato. Ispirato dall'estetica cruda dei graffiti, dei tatuaggi e della cultura punk, e affine ad anime gemelle come Bob Sick Yudhita ed EddiE haRA, S. Teddy D. ha fatto un disprezzo per l'élite dell'arte e ha sviluppato un linguaggio visivo unico e ribelle che ha trovato profonda risonanza nell'ascesa del mercato dell'arte contemporanea indonesiano nel 2008.

    S. Teddy D. è scomparso nel 2016, ma la sua opera continua a vivere come un urlo e una risata: ribelle, disarmante, piena di vita. Era il poeta del banale, il punk del pennello, il sognatore con il fango sui piedi. Nelle sue mitologie della vita quotidiana ci vediamo — a volte sorridenti, a volte persi — ma sempre con gli occhi aperti.

Sei interessato ad acquistare questa opera d'arte?

Artwork details